Recensione Xiaomi Mi 11 Lite 5G: il degno erede del Mi 10 Lite

Di Xiaomi Mi 11 Lite ne esistono due varianti: una LTE con supporto alla connettività fino al 4G+ ed una 5G, maggiormente in linea con il predecessore Xiaomi Mi 10 Lite 5G uscito circa 1 anno prima. Abbiamo già analizzato nel dettaglio la prima, uno smartphone che abbiamo definito ridondate a causa della numerosità di prodotti simili della casa sulla stessa fascia di prezzo, per citarne due Redmi Note 10 Pro e Poco X3 Pro (o anche Poco F3 Pro), mentre in questa recensione vediamo la più interessante e che differisce proprio per due aspetti: connettività e processore.

La seconda novità di questo smartphone infatti è il processore: il primo a essere dotato del Qualcomm Snapdragon 780G, un processore a 5 nm che già sulla carta promette molto bene.


Unboxing di Xiaomi Mi 11 Lite 5G

All’interno della confezione di Xiaomi Mi 11 Lite 5G è presente il caricabatterie da 33 W, il cavo USB Type C per ricarica e trasferimento file, una cover protettiva trasparente in TPU e una pellicola protettiva per lo schermo pre-applicata.

Video recensione di Xiaomi Mi 11 Lite 5G

Design & Ergonomia

Tra Xiaomi Mi 11 Lite 5G e Xiaomi Mi 11 Lite (4G) non vi è praticamente alcuna differenza sul fronte del design e delle dimensioni. L’unico numero a variare è il peso con 2 grammi in più sulla versione in oggetto. Il design resta dunque il principale cavallo di battaglia di questo smartphone data l’estrema sottigliezza di 6,8 mm e il peso super contenuto di 159 grammi.

Questi numeri così al ribasso si sono ottenuti grazie a una lavorazione dei materiali innovativa: lega di magnesio, materiale utilizzato anche nell’industria aeronautica e aerospaziale che rispetto all’alluminio ha una maggior resistenza e durabilità oltre che leggerezza. Insomma, ben fatto.

Non si tratta comunque di uno smartphone compatto e infatti le dimensioni restano quelle di un tipico smartphone di questi tempi, su tutte le dimensioni quella che si fa sentire maggiormente è la larghezza. Anche il display è una conferma: 6,55 pollici di buona qualità con tecnologia Amoled, risoluzione FHD+ e refresh rate a 90 Hz (sampling rate del touch a 240 Hz) e supporto HDR10+. La resa è buona sia sotto il profilo cromatico che della luminosità che ha un range sufficientemente ampio per essere godibile sia al buio che sotto la luce del sole. Rispetto al Mi 11 Lite 4G in questo caso non ho trovato disomogeneità nel pannello Amoled.

Il sensore di impronte è stato collocato sul tasto di accensione, lateralmente, funziona bene ma su questo prodotto ci saremmo aspettati di trovarlo sotto al display, in continuità rispetto al Mi 10 Lite. Comunque è sicuro, reattivo ed efficace, forse solo un po’ scomodo per i mancini.


Lo speaker principale lavora in accoppiata alla capsula auricolare in altoparlante per offrire l’effetto stereo durante la riproduzione di canzoni, video o chiamate in vivavoce, la qualità è buona e tutto sommato garantisce una buona esperienza sotto il frangente della multimedialità, manca invece la porta audio da 3.5 mm. Il sensore di prossimità c’è e funziona bene e così anche il feedback di vibrazione che è corposo il giusto.

Funzionalità

L’ambito software resta il punto dolente degli smartphone Xiaomi, anche su questo Mi 11 Lite 5G che a tutti gli effetti ha la stessa versione e gli stessi difetti della versione 4G e di altri prodotti di questa fascia di prezzo.

Si tratta di Android 11 con interfaccia grafica MIUI 12 che presto dovrebbe aggiornarsi alla versione 12.5, di cui potete vedere le prime novità nella nostra anteprima. La prima cosa che balza all’occhio terminata la configurazione iniziale è la presenza anche qui di numerose applicazioni pre-installate che però, fortunatamente, è possibile disinstallare.

Nelle impostazioni c’è la possibilità di clonare le applicazioni così da utilizzare più account sui vari social network, il turbo videogiochi per favorire le prestazioni rispetto al risparmio energetico, la possibilità di aprire le applicazioni in finestra, la modalità Lite per i meno pratici con gli smartphone e le varie impostazioni avanzate per il risparmio energetico qualora ci ritroviamo lontani da un caricabatteria e una carica residua esigua. Assenti invece i Super Wallpaper di Xiaomi, sfondi animati e che ben si adatterebbero allo schermo Amoled, presenti invece sul Poco F3 come visto nella nostra recensione. In ogni caso potete tuttavia installarli manualmente (link). L’always on display invece è presente ma rimane acceso per massimo 10 secondi mancando l’impostazione per mantenerlo acceso sempre, comportandosi più come un ambient display.

In genere il sistema operativo funziona bene, solo qualche lag ogni tanto o il passaggio forzato a 60 Hz di refresh rate su alcune applicazioni rappresentano un limite nell’esperienza d’uso che comunque tutto sommato è buona considerando la fascia di prezzo. Ma a tal proposito ho in programma un video quindi iscrivetevi al canale e attivate le notifiche.

Per il resto rispetto alla variante LTE l’unica differenza sono un paio di funzionalità in più per gestire la connettività 5G e quindi disattivarla o attivarla all’occorrenza.

Prestazioni

Questa variante di Xiaomi Mi 11 Lite 5G ha un SoC tutto nuovo, il Qualcomm Snapdragon 780G che rispetto al 732G della variante LTE offerte sul tavolo maggiori prestazioni e un rinnovato comparto di connettività dove oltre alle reti mobili di nuova generazione supporta ora anche il WiFi 6 e il bluetooth 5.2. Permangono NFC, trasmettitore infrarossi, porta USB Type-C e vari moduli GPS.


Le differenze in termini di prestazioni si notano più nei benchmark che nell’utilizzo e il perché è un po’ da individuare nel software sempre poco ottimizzato o per meglio dire poco adattato all’hardware a cui viene appoggiato. L’upgrade maggiore lo fa la GPU ovvero una Adreno 642 che appunto nei benchmark ottiene risultati di un buon 40-50% maggiori rispetto alla Adreno 620 della versione 4G (lo potete vedere in questo test molto complicato dove il MI 11 Lite 4G è in grave difficoltà) ma è comunque leggermente inferiore rispetto alla Adreno 650 presente su Poco F3.

Nell’uso quotidiano la principale differenza è di 1-2 secondi nelle operazioni più complesse come durante la chiusura di un gioco pesante. In ogni caso si tratta comunque di un hardware più attuale coi tempi e capace sicuramente di offrire buone performance per molto più tempo, è quindi il modello più indicato per chi cerca uno smartphone da tenere in tasca a lungo e per chi vuole utilizzarlo anche per sessioni prolungate di gaming.

A supporto ci sono poi 8 GB di RAM LPDDR4X e 128 GB di memoria interna UFS 2.2 espandibile tramite MicroSD per mezzo di uno slot ibrido in cui inserire l’espansione o la Nano SIM.

Anche la ricezione funziona bene e qui ovviamente la differenza col modello precedente è avere o non avere la connettività 5G e anche qui vale lo stesso discorso, in ottica di tenerlo in tasca per molti anni è sicuramente consigliato.

Fotocamera

Quasi nessuna differenza sul comparto fotografico con un sensore principale da 64 megapixel (f/1.79) con pixel binning 4-in-1 e pixel da 1,4 micro, sensore ultra grandangolare da 8 megapixel (f/2.2) e sensore telemacro da 5 megapixel(f/2.4),e flash a singola tonalità. Nella parte frontale invece Xiaomi Mi 11 Lite 5G dispone di un sensore da 20 megapixel, mentre la variante LTE utilizza un sensore d 16 megapixel.

La qualità è buona in relazione alla fascia di prezzo con una ultra grandangolare che soffre maggiormente i forti contrasti ed una macro che al solito è abbastanza inutile. La fotocamera principale però realizza degli scatti piacevoli ed equilibrati. Dico quasi nessuna differenza perché se si accostano due fotografie fatte con entrambi gli smartphone si possono notare alcune differenze seppure minuscole, in alcuni casi però come di notte tende a fare meglio la variante 4G, in altri il modello 5G anche se c’è da considerare una piccola differenza di versione software fra i due. I selfie sono piacevoli ma l’HDR è sempre un po’ limitato.

Nei video può registrare fino in 4K a 30 fps ma solo in 1080p a 30 fps è possibile passare dalla fotocamera ultra grandangolare a quella principale durante la registrazione, anche qui piccola differenza rispetto alla variante LTE che non lo permette. La qualità è discreta, in parte si fa sentire la mancanza di stabilizzazione ottica ma quella elettronica fa un buon lavoro.


Batteria & Autonomia

La batteria di Xiaomi Mi 11 Lite 5G è da 4250 mAh con supporto alla ricarica rapida a 33 W. Permette ampiamente di coprire la giornata lavorativa con più di 5 ore e mezza di schermo acceso grazie principalmente a un software aggressivo nei confronti delle applicazioni costrette di default al risparmio energetico. Potrebbe capitarvi quindi che alcune notifiche vi arrivino in ritardo, per risolvere ciò dovete andare nelle impostazioni, batteria, cliccare l’ingranaggio in alto a destra, scorrere fino a risparmio energetico app e aprire una ad una le singole applicazioni a cui volete togliere le restrizioni di sistema.

Rispetto al modello 4G si ottiene un 5-10% in meno di batteria ma la giornata lavorativa viene comunque abbondantemente coperta.

Rispetto al modello LTE ha una durata leggermente inferiore a causa del processore più energivoro che però offre uno sprint maggiore dal punto di vista delle prestazioni.

In conclusione

Xiaomi Mi 11 Lite 5G, a differenza della variante LTE, è uno smartphone che ha molto senso di esistere nonché evoluzione del precedente modello. Cerca di dare sia un colpo al cerchio, ovvero le prestazioni, che alla botte, ovvero il design. È un prodotto che non solo è più bello e curato esteticamente rispetto a tutti gli altri smartphone della casa su questa fascia di prezzo ma è anche il giusto upgrade del modello precedente, e qui possiamo citare il più alto refresh rate del display ma soprattutto la nuova piattaforma di Qualcomm che assicura infatti il pieno supporto della connettività 5G e prestazioni che resteranno adeguate per diversi anni, anche in ambito gaming.

Il suo prezzo di listino per l’Italia è 449 Euro, un po’ alto soprattutto se si considera che in giro c’è Poco F3 che parte da 349 Euro, il consiglio è dunque di aspettare che scenda dal piedistallo e acquistarlo non appena atterra sui 349 Euro o anche meno.

Il suo diretto concorrente è indubbiamente Samsung Galaxy A52 5G che ha delle carte in più da giocarsi, come il display a 120 Hz di refresh rate e un comparto fotografico migliore ma anche qualcosa in meno, come il processore di “precedente” generazione, lo Snapdragon 750G.

Altre offerte

8.6

Design

8.2

Funzionalità

8.5

Prestazioni

7.6

Fotocamera

8.4

Batteria

8.4

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