Recensione Red Magic 6: potenza pura e 165 Hz di refresh rate

Nubia RedMagic 6 (Pro) incarna lo stato dell’arte della tecnologia se si analizzano le singole specifiche tecniche sulla carta. Al suo interno infatti c’è anche molto di più rispetto a uno smartphone top di gamma e, proprio come l’anno scorso con RedMagic 5G, ha anche un prezzo decisamente più contenuto. Fra gli smartphone con Snapdragon 888 infatti è quello attualmente più economico superando di fatto anche il buon OnePlus 9. Scopriamo in questa recensione se vale la pena acquistarlo oppure no.

Unboxing di Nubia Red Magic 6 Pro

All’interno della confezione del Nubia RedMagic 6 Pro c’è l’alimentatore da parete da 30 W, una cover per proteggere ulteriormente lo smartphone da eventuali cadute e il cavo di ricarica e trasferimento file USB Type-C.


Video recensione di Red Magic 6 Pro

Design & Ergonomia

Esteticamente si presenta come un classico smartphone da gaming: tamarro e aggressivo nei lineamenti con spigoli vivi e un gioco di materiali. Questa è la versione più carrozzata con frame in metallo e retro in vetro al netto di questa zona centrale rivestita sempre di alluminio e che contiene poi al suo interno le fotocamere, il flash led e il logo RedMagic che opportunamente si illumina in base alle impostazioni scelte.

Misura 169,8 x 77,2 x 9,7 e ha un peso di 220 grammi di conseguenza è uno smartphone importante da usare e da portare in giro ma d’altronde ha tutto ciò che serve per supportarvi durante le sessioni di gioco più spinte come ad esempio una ventola interna che aiuta a raffreddare le componenti e mantenere le temperature su livelli consoni.

Cavallo di battaglia di Red Magic 6 è poi il display: di tipo AMOLED con risoluzione FHD+ da 6,8 pollici ma soprattutto con refresh rate che può passare da 60, 90, 120 fino a 165 Hz decretando un nuovo record sul settore mobile. Una frequenza di aggiornamento così alta infatti non si era mai vista (e la domanda scontata che probabilmente tutti voi vi starete facendo è: si nota? Beh no, sopra i 140 Hz è davvero difficile se non impossibile trovare una differenza tuttavia ha anche un riconoscimento del tocco a 500 Hz che invece in parte si fa sentire dato che diventa ancora più sottile e praticamente impercettibile il gap tra tocco e risposta).

In ogni caso, al di la del software, i 165 Hz devono essere goduti nei giochi che è dove maggiormente servono e a detta di Nubia al momento ci sono già più di 100 giochi sul Play Store compatibili: fra questi Arma Mobie Ops, Assassin, Bad Piggies, Bandits, Battlelands, insomma, niente di famoso al momento purtroppo. Proprio per questo motivo se l’anno scorso la novità dei 144 Hz l’avevamo comunque apprezzata, quest’anno il 165 Hz sembra semplicemente una mossa di marketing.

Riguardo la qualità del pannello poi c’è da dire che non è perfetto: anche lui purtroppo soffre di ben poca omogeneità, almeno il modello che ho ricevuto io, con aloni rossastri qua e la visibili anche a luminosità normale e con schermate bianche. In ogni caso c’è lato tecnico sa il fatto suo con profondità colore a 10 bit e calibrazione DCI-P3, unico possibile neo è la luminosità fino a 630 nits che sotto al sole estivo può dare del filo da torcere.


Anche l’aspetto audio non è particolarmente degno di nota, la qualità è discreta seppur utilizzi sia lo speaker principale che la capsula audio per riprodurre il suono in altoparlante. Suono che però risulta eccessivamente preponderante sugli altri e poco sui bassi disturbando di fatto l’ascolto. Meglio sfruttare il foro da 3,5 mm per collegare un bel paio di cuffie.

Sotto al display c’è poi un sensore di impronte digitali di tipo ottico che funziona abbastanza bene mentre il feedback di vibrazione è buono al tatto ma un po’ eccessivamente rumoroso.

Prestazioni

All’interno di questo smartphone Nubia ci ha messo l’impossibile, in linea con quanto fatto l’anno scorso. Processore top di gamma Qualcomm Snapdragon 888, GPU Adreno 660, 16 GB di memoria RAM LPDDR5 e 256 GB di memoria interna UFS 3.1, oltre a un sistema di raffreddamento completissimo.

Viene soprannominato ICE 6.0 ed è composto da una camera di vapore in grafite e di una ventola integrata che si può azionare per mantenere basse le temperature, sia mentre si gioca ma anche durante la ricarica così da ridurre al minimo il rischio di poter rovinare la batteria. La ventola gira a una velocità fino a 20.000 RPM, ovvero fino al 20% in più del Red Magic 5G, e produce un suono di “soli” 28 decibel, purtroppo ancora un po’ elevato a nostro avviso in quanto udibile soprattutto quando spinta al massimo.

Parlare di prestazioni al vertice è ovviamente scontato, tutto è ottimizzato per tirare fuori la grinta da tutti gli 8 core della CPU e lo si vede nei tempi di apertura di giochi pesanti e nel passaggio repentino tra un’app e l’altra. Anche lato connettività però non manca niente: WiFi 6E, Bluetooth 5.1, NFC, GPS e mobile fino a 5G SA + NSA oltre ad essere Dual Sim e quindi disporre di due slot Nano SIM dedicati.

La ricezione è molto buona, superiore anche alla maggior parte degli smartphone top di gamma in circolazione.


Funzionalità

Tanta potenza, poco controllo; potremmo riassumere brevemente così questo capitolo in quanto resta il punto dolente di questo marchio, nonché smartphone. Il sistema operativo è sì Android 11 e con patch di sicurezza aggiornate a Marzo 2021, tuttavia l’interfaccia grafica Red Magic OS 4.0 è piena di bug, traduzioni sbagliate e parole in spagnolo. Un’accozzaglia di problemi insomma che vanno a rovinare un’esperienza di utilizzo all’opposto: estremamente fluida e reattiva, anche grazie a questo sprint del display grazie all’alto refresh rate.

La personalizzazione tuttavia è molto limitata, giusto qualche elemento grafico reso più tamarro del solito e un meno delle impostazioni rinnovato per ospitare numerose voci dedicate alla personalizzazione di performance, icone e led RGB al posteriore. È presente ad esempio l’Always On Display, tradotto in “Visualizza sempre”, in neo Ai un paio di funzionalità che sfruttano l’intelligenza artificiale per migliorare le prestazioni, in “Ventola” la completa gestione della ventola integrata tra cui è possibile scegliere anche di aumentare i giri al secondo per raffreddare più velocemente e intensamente, oppure in “Più caratteristiche” un set di funzionalità aggiuntive più tipiche come la gestione del picture-in-picture, il multiwindows, le app in finestra, ecc.

Ovviamente dove l’azienda si è focalizzata maggiormente è sulla sezione Gaming anche se oggettivamente le novità rispetto al precedente modello non sono poi molte. È presente sul lato sinistro uno slider dedicato per attivare o disattivare la modalità Gioco che proietta in toto nel titolo scelto senza possibilità di uscirne finché non viene toccato. Con uno swipe dal lato destra si può aprire il pannello di gestione dove sono racchiuse tutte le principali funzionalità come la possibilità di cambiare il refresh rate, attivare o disattivare la ventola interna, programmare macro ovvero azioni da compiere in sequenza sullo schermo, attivare i tasti soft sul lato destro e tanto altro.

Fotocamera

Il comparto fotografico di RedMagic 6 Pro è così composto:

  • 64MP Main Camera, Samsung S5KGW3, 0.8μm, F1.79
  • 8MP Ultra Wide, Hynix HI846, 1.12μm, F2.2
  • 2MP Bokeh, OV02A10, 1.75μm, F2.4
  • 8 MP Front Camera, Hynix HI846, 1.12 μm, F2.0

Due le cose più interessanti: la prima è che nella modalità punta e scatta manca la possibilità di passare alla fotocamera ultra grandangolare, per farlo bisogna accedere alla funzione pro, la seconda è che la fotocamera principale è la stessa di Xiaomi Mi 11 Lite ma la differenza qualitativa è decisamente marcata.

Nei forti contrasti si fa decisamente notare l’assenza di un buon HDR per cui tenderà sempre a bruciare le zone più esposte mentre in condizioni di luce omogenee riesce anche a tirare fuori degli scatti piacevoli. La ultra grandangolare ha comunque una qualità inferiore, dovuto anche alla minor risoluzione ma un punto in comune è una scarsa calibrazione della temperatura del bianco per cui molto spesso le foto risultano irreali. Buono, anzi gradevole, lo zoom tramite interpolazione sul sensore principale dove la qualità non è male.

RedMagic cerca poi di mettere una pezza a tutte queste lacune con un’inserimento massivo di funzionalità software più creative che ogni tanto è anche piacevole usare.


Nei video manca totalmente di stabilizzazione sia ottica che digitale ma è possibile registrare fino alla qualità di 8K senza crop sull’immagine, utile più che altro per scattare delle fotografie successivamente direttamente dal video.

Batteria & Autonomia

La batteria di Red Magic 6 è da 5050 mAh con ricarica rapida fino a 66 W. Riesce a garantire con estrema tranquillità la giornata lavorativa anche con tutte le impostazioni al massimo come refresh rate a 165 Hz e niente modalità scura. Siamo riusciti a farlo durare fino a 2 giorni consecutivi senza ricaricarlo con un totale di oltre 6 ore e mezza di display acceso, un portento dunque sotto questo aspetto.

Se poi siete a secco potete sempre ricaricarlo da 0 a 100 in soli 45 minuti con un caricabatterie da 66W. In confezione però è presente un alimentatore da massimo 30W, per cui impiegherete circa poco più di 1 ora.

In conclusione

Nubia Red Magic 6 Pro è disponibile in pre-ordine sul sito ufficiale a partire dal 9 aprile 2021 con disponibilità effettiva dal 15 aprile. Le varianti commercializzate sono due:

Possiamo tranquillamente definirlo come lo smartphone Android più potente e audace in circolazione offerto tra l’altro al prezzo più competitivo. Al momento infatti non ci sono telefoni con Snapdragon 888, tali quantitativi di memoria RAM e interna a un prezzo inferiore ai 719 Euro, men che meno con un refresh rate del display che si spinge fino a 165 Hz. Via di questo resta uno smartphone non adatto a tutti per questa sua impronta da gaming importante da una parte, e per l’aspetto software non particolarmente convincente dall’altra, sia per le traduzioni ma anche per i svariati bug. Nubia dimostra ancora una volta di avere le capacità produttive di fare dei mostri di potenza ma ancora poca maturità per affiancargli un sistema operativo ottimizzato come invece sa fare Asus con i suoi Rog Phone.

Sarete abbastanza audaci come questo smartphone per dare fiducia al brand?

7.4

Design

8.0

Funzionalità

10

Prestazioni

6.5

Fotocamera

9.0

Batteria

7.6

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