Recensione POCO X3 Pro: qualche sbavatura ma sa il fatto suo

Nel nostro 24 ore con POCO X3 Pro vi abbiamo descritto le nostre primissime impressioni su questo smartphone medio gamma di provenienza Xiaomi. È tempo ora di addentrarsi nella sua recensione completa confermando o smentendo alcune delle opinioni che ci siamo fatti dopo una prima giornata di utilizzo.

Video recensione POCO X3 Pro


Il design è una conferma

La realizzazione è in plastica e il form factor si contraddistingue per spessore di 9,4 mm e peso di 215 grammi generosi, protetto contro schizzi d’acqua IP53.

Non ci sono differenze estetiche rispetto al precedente POCO X3 NFC, ad eccezione delle due bande posteriore laterali ora opache. Trattiene le ditate facilmente ma con la cover trasparente in confezione si può sia evitare che ciò accada e al contempo lo si protegge da cadute accidentali.

Il pulsante d’accensione è piatto e munito di fingerprint per lo sblocco, non infallibile ma comodo da raggiungere. Volendo si può impostare anche uno sblocco con volto 2D, mentre nella parte superiore trovano posto il sensore infrarossi, nel lato inferiore il jack audio 3,5 mm e USB 2.0.

Dal display ci aspettavamo di più

Il pannello pare esattamente lo stesso montato su POCO X3 NFC, di fatto rimane IPS LCD da 6,67″ FHD+ con supporto HDR10 e luminosità di 450 nits, decisamente bassa e in effetti in controluce si nota difficoltà nella visione di contenuti.

Ancora non ci convince lato colori dato che la taratura di default non è particolarmente accurata, trattasi di pressoché la stessa problematica di X3 NFC, per cui rimproveriamo la mancata evoluzione sotto questo frangente, soprattutto se lo mettiamo a confronto di POCO F3 che con 70 euro in più offre, tra le altre cose, un pannello AMOLED.


Se non altro è munito di 120 Hz di refresh rate che però gestisce in modo particolare, dal momento che basta visitare un articolo attraverso Facebook o Google Discover o usare l’app YouTube per vedere il refresh scendere a 30 o 60 Hz.

Batteria capiente e processore potente

Nonostante la capienza sia di 5160 mAh dunque una conferma di quanto visto su X3 NFC, l’autonomia effettiva rimane un filo sottotono raggiungendo le circa 6 ore di schermo attivo in uso medio e 120 Hz abilitati.

La velocità in ricarica raggiunge dei buoni ma non ottimi 33W ma probabilmente i risultati in termini di scarica sono attribuibili al processore Snapdragon 860, ossia un rebrand del vecchio 855+ di circa 2 anni fa.

Parliamo comunque di una ex CPU top di gamma, di fatto in gameplay e nell’uso intenso non introduce esitazioni o rallentamenti di sorta. Tuttavia, come abbiamo già ampiamente rimproverato a Snapdragon 888, quel che manca è dell’ottimizzazione aggiuntiva lato consumi a fronte di buone prestazioni.

A proposito però di gameplay, Xiaomi durante l’evento di presentazione ha più volte dichiarato come sia X3 Pro che F3 siano ottimi anche in gioco. La nostra domanda dunque è stata: come può un medio/bassa gamma da 250€ convincere anche sotto il profilo gameplay oltre che per il prezzo di vendita accessibile?

In realtà la risposta è presto detta: appunto Snapdragon 860 unito a un display ampio ma soprattutto a un audio stereo. Nonostante ciò il sonoro non risulta qualitativamente di livello e il volume massimo è piuttosto basso.


Fotocamera

Altro aspetto, oltre al display, dove POCO X3 Pro non fa scintille è il comparto fotografico, che muta rispetto alla configurazione di X3 NFC:

  • Standard 48 MP, f/1.8, 1/2.0″, 0.8µm, PDAF;
  • Ultra wide 8 MP, f/2.2, 119˚;
  • Macro 2 MP, f/2.4;
  • Profondità 2 MP, f/2.4;
  • Selfie 20 MP, f/2.2, 1/3.4″, 0.8µm.

Il sensore principale può effettuare zoom digitale fino a 10x ma sia con che senza zoom la nitidezza è semplicemente discreta, non poi così buona. Anche lato efficacia dell’HDR e riduzione del rumore video al buio non è un campione, nonostante ci siano differenti soluzioni in grado di performare meglio lato foto.
Nemmeno i video risultano impeccabili, data la difficoltà di messa a fuoco anche in ambienti luminosi e la taratura colore non sempre perfetta.

Nemmeno la camera macro riesce a convincere: colori poco saturi e risoluzione degli scatti appena sufficiente.

Dove convince sono i selfie: generalmente belli nitidi e dal look interessante. Insomma stiamo praticamente confermando quanto detto nel “24 ore con”, dal momento che nonostante l’aggiornamento software a MIUI 12.0.4 ricevuto poco è cambiato.

Rimane impossibile cambiare lente durante la registrazione video, a qualsiasi risoluzione e framerate.

Connettività

Nonostante POCO F3 Pro sia acquistabile in 128 o 256GB di memoria è possibile espanderla con microSD sfruttando lo slot dual SIM combinato.

Non pecca poi di Bluetooth 5.0, WiFi dual band, GPS e NFC con supporto Google Pay. Peccato non sia presente il 5G nonostante il processore lo supporti appieno; si tratta dunque di mera castrazione software e il nostro augurio è che l’azienda torni sui suoi passi magari fornendo in un futuro prossimo la possibilità di sfruttare tale tecnologia, tuttavia non ci metteremmo la mano sul fuoco.

In conclusione

POCO X3 Pro è un’ottima soluzione per chi cerca ottime prestazioni a basso costo, eccellente per un uso gaming, internet e social ma lato fotocamera non si discosta da qualunque medio/bassa gamma in grado di offrire il minimo sindacale.


Buona la batteria ma ci saremmo aspettati qualcosa di più e lo stesso possiamo dirlo per il display ma nonostante ciò rimane uno smartphone da considerare per un acquisto, specialmente da parte di chi non ha alcuna intenzione di spendere 70-100 euro in più e puntare su POCO F3, che ha dalla sua un processore un filo più potente, supporto 5G e WiFi 6, schermo AMOLED.

A chi si dovesse invece chiedere se abbia senso puntare su POCO X3 NFC ora, la nostra risposta è no. Non ne vale la pena, o almeno non se lo si riesce a reperire a 150€, in quel caso potrebbe iniziare ad essere interessante. Tutto però dipende anche dall’evoluzione del prezzo di Poco X3 Pro dato che, dopo i primi giorni lancio in cui era in offerta a 199 Euro, ora si è stabilizzato a 229-249 Euro e quindi potreste valutare anche il Redmi Note 10 Pro (recensione) che costa 50€ in più ma è di un altro calibro.

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