Lamorgese su Green Pass e ristoranti: cambia tutto

Per sedere ai tavoli dei ristoranti al chiuso serve il Green Pass. Il controllo spetta ai titolari dell’attività o a loro collaboratori delegati. Il gestore, però, non deve chiedere il documento d’identità. Il virgolettato è da attribuire a Luciana Lamorgese, Ministro dell’Interno, raccolto in occasione del suo intervento nella rubrica 30 Minuti al Massimo de La Stampa. Parole in contrapposizione con quanto reso noto in precedenza a livello istituzionale.

Green Pass nei ristoranti e controllo del documento

Quindi, se il gestore dell’esercizio e i suoi dipendenti non possono chiedere un documento d’identità, chi garantisce che il Certificato Verde mostrato, seppur valido, appartenga davvero a chi lo esibisce? Il ministro sottolinea come il compito non spetti alle forze dell’ordine, nonostante non siano da escludere controlli a campione nei locali insieme alla polizia amministrativa. Ricordiamo che, in caso di mancata ottemperanza, sono previste sanzioni sia per gli esercenti sia per i clienti.

È come andare al cinema. Se io presento il mio titolo che mi consente di andare al cinema, la stessa cosa è andare con un Green Pass al ristorante. Certo, il ristoratore non deve chiedere il documento d’identità. È ovvio che noi daremo un supporto, laddove necessario, come forze di polizia … Noi faremo, tramite la polizia amministrativa, dei controlli a campione a supporto di quello che faranno gli esercenti e commercianti … Faremo una circolare, come Viminale, spiegheremo che non sono tenuti … Nessuno ha chiesto loro di chiedere il documento d’identità … Assolutamente non è compito loro.

Il necessario chiarimento arriverà dunque sotto forma di una circolare. Immaginiamo che, se l’obbligo di controllo dell’identità verrà meno per i ristoranti, sarà lo stesso per ogni altro tipo di attività. Da valutare l’impatto sull’efficacia del Green Pass, senza di fatto poter verificare che chi mostra il Certificato Verde ne sia il legittimo intestatario.

La responsabilità viene di fatto spostata interamente sulla buona fede cliente. Sarà sufficiente lo spauracchio dei controlli a campione per evitare abusi? E ancora, non essendo nella posizione di poter pretendere la visione del documento, i gestori potranno ritenersi esenti dalle eventuali sanzioni? Altri aspetti che andranno chiariti.

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