Inscryption, il provato del nuovo indie di Daniel Mullins e Devolver Digital

Il provato di Inscryption. il nuovo indie di Daniel Mullins e Devolver Digital: ecco cosa ne pensiamo di questo intrigante gioco.

Nella nostra ricerca delle più interessanti demo proposte tramite il Steam Next Fest, abbiamo scovato Inscryption, un card-game horror in stile escape room molto intrigante che mescola generi e stili in modo unico. Sviluppato da Daniel Mullins Games (Pony Island, The Hex), il gioco è edito da Devolver Digital, che da solo è un bollino di garanzia.

Ecco cosa pensiamo di questa opera nel provato di Inscryption.

Mistero

Inscryption ci mette in una stanza, fuggiremo?
Inscryption ci mette in una stanza, fuggiremo?

Una delle prime sensazioni che abbiamo provato tramite la demo di Inscryption è un notevole senso di mistero. L’opera di Daniel Mullins non si apre in modo classico. La prima schermata presenta un piccolo simbolo, una sorta di pulsante d’avvio da premere. A seguire, sentiamo la voce di una persona che si domanda cosa troverà in questo prodotto.

Ecco quindi la prima informazione. Similarmente a Her Story (giusto per fare un singolo esempio noto), Inscryption è dichiaratamente un “qualcosa” all’interno del gioco. Usiamo il termine “qualcosa” perché è altamente probabile che quanto avviene, dal punto di vista della persona che interpretiamo, non sia un semplice gioco, soprattutto dopo alcune sessioni. La demo non ci permette di approfondire troppo questa supposizione, ma con il trailer (che viene eseguito in automatico alla fine della prova) possiamo vedere anche una serie di filmati dal vivo di una persona, un qualche content creator in stile YouTube che ha trovato un vecchio floppy e decide di scoprire cosa contiene. Il trailer suggerisce anche che l’esperienza lo porterà alla pazzia.

A tutto questo, sommiamo anche il fatto che una volta raggiunto il menù di avvio di Inscryption non sarà possibile iniziare una nuova partita, ma solo fare “Continua”. Qualcuno ha già iniziato a giocare. Cosa gli è successo? Mistero, per l’appunto.

Card-Game o Escape Room?

Un losco figuro nell'ombra sarà il nostro carceriere in Inscryption
Un losco figuro nell’ombra sarà il nostro carceriere in Inscryption

In tutto questo, però, ancora non abbiamo detto cosa si faccia realmente, mouse alla mano, in Inscryption. Ricollegandoci all’esempio precedente, precisiamo subito che non si tratta di un’avventura puramente narrativa come Her Story.

Inscryption è un card-game, un gioco di carte a turni in stile rogue-lite, dove ad ogni morte segue una nuova partita, nella quale però portiamo alcuni degli avanzamenti di trama e alcuni dei potenziamenti ottenuti nelle precedenti. Subito, però, si capisce che non si tratta di un classico rogue-lite. Non solo perché la trama, come detto, lascia intuire che vi è qualcosa sotto, ma anche perché l’intera avventura avviene in una stanza immersa nel buio e dalla quale non possiamo uscire. Il nostro avversario è un losco figuro ammantato d’ombra, di cui vediamo perlopiù gli occhi e le mani. L’atmosfera è assolutamente orrifica e, senza presentare jump scare (almeno nella demo), mette i brividi.

Ci saranno puzzle da risolvere in Inscryption
Ci saranno puzzle da risolvere in Inscryption

Il nostro ospite, però, non è un tiranno (sì, ci ucciderà se perdiamo una partita, ma nessuno è perfetto): se non siamo nel mezzo di uno scontro, potremo alzarci dal tavolo da gioco ed esplorare la stanza. Non si tratta solo di un piccolo extra, ma di una parte fondamentale dell’avventura. Inscryption, infatti, è anche un escape room. Il nostro scopo è chiaramente quello di liberarci dalle grinfie della creatura che ci tiene prigioniera e dovremo sfruttare gli elementi presenti nella stanza. Vi è ad esempio una cassaforte, che scopriremo come aprire proprio giocando e ricevendo suggerimenti (molto chiari e diretti).

Non siamo infatti da soli in questa avventura. Alcune delle carte che troveremo saranno vive e ci parleranno, spiegandoci cosa fare. I vari puzzle della stanza ci ricompensano inoltre con nuove carte, per renderci più potenti e dare più varietà all’azione. Si tratta di un modo interessante per avanzare nel gioco e non vediamo l’ora di capire quanto ampia sia questa componente.

Anche la morte, inoltre, non è poi così negativa. Quando veniamo sconfitti definitivamente (abbiamo due vite per ogni partita, almeno nella demo), il nostro carceriere ci farà creare una nuova carta a noi dedicata prima di ucciderci. In questo modo, nelle partite successive, avremo l’opportunità di trovare un “ricordo” delle nostre sconfitte.

Carte alla mano

Si gioca con delle carte su un piccolo tabellone in Inscryption
Si gioca con delle carte su un piccolo tabellone in Inscryption

Come oramai avrete capito, Inscryption sembra veramente un gioco molto stratificato e siamo curiosi di vedere quale delle componenti sarà la più importante nel gioco completo. Nella demo, però, per la maggior parte si deve prendere le carte in mano e giocare. Vediamo come funziona.

In ogni partita abbiamo accesso a due mazzi. Il primo è composto dalle nostre creature, animali come lupi, ermellini, vipere, corvi e via dicendo: questo mazzo include all’inizio poche creature casuali, ma tra uno scontro e l’altro avremo modo di ampliarlo, scegliendo una carta tra alcune proposte. Anche in questo caso vi è grande varietà nell’approccio: alle volte possiamo vedere la carta, alle volte ne conosciamo solo la specie (canide, volatile, rettile…), altre volte solo il costo in sacrificio.

Le creature, infatti, non possono essere giocate e basta, ma vanno “evocate” scartando altre creature presenti in campo. Il ruolo del sacrificio è perlopiù dedicato agli scoiattoli, che compongono il secondo mazzo. Ad ogni turno, quindi, potremo decidere se pescare una creatura o uno scoiattolo. Si tratta di una scelta tattica importante, in quanto lo scoiattolo ha zero potenza d’attacco e un solo punto salute.

Gli scontri sono infatti basati su queste due statistiche. Nel nostro turno, le creature attaccano frontalmente. Se nella casella vi è un animale dell’avversario, questo subisce i danni (e muore, se va a zero vita). Se invece la casella è vuota, la creatura infligge i danni al nostro nemico. Lo stesso avviene nel turno del carceriere, ma a ruoli invertiti. Noi possiamo vedere in anticipo quali creature saranno giocate e in quale casella, così da decide come attaccare e come difendersi.

Per vincere non dobbiamo infliggere uno specifico quantitativo di danni, ma dobbiamo infliggerne un numero superiore rispetto all’avversario. Ci spieghiamo. Il punteggio è calcolato con una bilancia a due bracci: chi subisce danni posiziona dei pesi sul proprio braccio e se quello tocca il tavolo, ha perso. Se quindi entrambi i giocatori subiscono ad ogni turno la stessa quantità di danni, si rimane in parità.

Tra un match e il successivo ci si muove su una mappa in Inscryption
Tra un match e il successivo ci si muove su una mappa in Inscryption

Gli scontri sono però molto rapidi perché bastano pochi punti di vantaggio per far calare il braccio della bilancia verso l’avversario. Inoltre, il mazzo è composto da poche carte e in caso queste terminino l’avversario posizionerà delle creature speciali che non possono essere eliminate, segnando praticamente la nostra sconfitta. La demo ci ha fatto capire che non si può cercare di giocare con calma o sperare di avere una mano migliore, bisogna trarre il meglio da ogni situazione il più rapidamente possibile, il che rende ogni scontro teso e divertente.

Aiuta anche il fatto che ogni partita è densa di eventi. È possibile ad esempio sacrificare una creatura per dare il suo effetto speciale ad un’altra (gli effetti speciali sono molteplici e tutti variano le regole di gioco). Possiamo anche potenziare l’attacco di una creatura, comprare pelli da un cacciatore (usando una valuta che puoi guadagnare dagli scontri) per poi venderle a una commerciante che ci darà altre carte. Possiamo creare dei totem che attivano effetti speciali su alcune specie di creature. Tutto questo è solo quello che è disponibile nella demo, che si conclude contro il primo boss che ha meccaniche di gioco speciali (come una creatura mulo che una volta sconfitta ci dà un’intera mano di carte). Se tutto questo è solo un assaggio delle meccaniche previste per la versione finale, potrebbero esserci grandi sorprese.

Inscryption è un’opera molto interessante. Il mix di generi – dall’escape room al card-game, con un po’ di horror e metanarrazione – è particolare e intrigante. Il gioco di carte, anche se è solo una parte dell’intera avventura, è comunque solido e stratificato, con tante meccaniche e un alto ritmo. Ci sarà da capire se questa miscela di idee saprà solidificarsi in un’opera completa in grado di mantenersi interessante sul lungo termine. Inoltre, in qualità di rogue-lite, dovremo capire quanto la fortuna influenzerà in modo serio le partite a carte. Le potenzialità ci sono però tutte. Vi suggeriamo di tenere d’occhio questo gioco.

CERTEZZE

  • Card-game dalle meccaniche interessanti
  • Mix di tanti generi

DUBBI

  • L’opera completa sarà equilibrata in ogni sua parte?
  • Quanto conterà la fortuna nelle partite?

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