Il 5G italiano delude in quanto a velocità, lo afferma OpenSignal nel nuovo report

OpenSignal, società specializzata nell’analisi delle reti di telefonia mobile, ha da poco pubblicato un nuovo rapporto relativo all’esperienza 5G nel territorio EMEA (Europe, Middle East and Africa), aggiornato al mese di giugno. I dati raccolti da OpenSignal mostrano come le reti di quinta generazione rappresentino ancora la minoranza, almeno per quanto riguarda il tempo di utilizzo, ma anche la copertura è ancora insufficiente nella maggior parte dei Paesi analizzati.

Male l’Italia per velocità e copertura

La velocità media di download, in particolare, delude, tanto che il nostro Paese si piazza in fondo alla classifica con 92,7 Mbps, davanti solo alla Polonia. A sorpresa guidano questa classifica Emirati Arabi e Arabia Saudita, con velocità triple rispetto alle nostre. Male anche la velocità di picco del 5G, con L’Italia che comunque si comporta meglio di Germania e Regno Unito, mentre nella velocità in upload riusciamo a prevalere solo su Polonia, Regno Unito e Francia.


Con questi numeri era più che lecito attendersi un posizionamento poco felice anche per quanto riguarda l’esperienza video, di gioco e di chiamate, con l’Italia sempre nelle ultime posizioni, distante da Olanda e Germania dove i risultati sono decisamente migliori.

Nel complesso la connessione 5G garantisce in Italia prestazioni triple rispetto alle reti 4G, anche se ci sono Paesi dove l’esperienza migliora di 5-7 volte. Va detto che la maggiore velocità non incide in maniera particolarmente significativa sull’esperienza video, con miglioramenti che sono quantificabili nell’ordine del 5-12% (con la sola eccezione dell’Austria, ferma all’1%).

Nonostante dati poco incoraggianti, con una copertura inferiore al 20%, il tempo di utilizzo delle reti 5G inizia ad avere un discreto peso, rappresentando il 10% del tempo complessivo di utilizzo delle reti mobili. Vanno ovviamente tenuti in considerazione i rallentamenti alla diffusione del 5G dovuti all’emergenza sanitaria che ha complicato la situazione, e la necessità di adeguare le installazioni radio per poter supportare le reti di nuova generazione.


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