HarmonyOS sugli smartphone Honor e (forse) anche su dispositivi non Huawei

Nonostante Honor non faccia più parte del gruppo Huawei, alcuni suoi smartphone potrebbero in futuro ricevere l’aggiornamento a HarmonyOS, il sistema operativo proprietario di Huawei.

HarmonyOS sugli smartphone Honor meno recenti

A diffondere la notizia è stato un utente di Weibo, secondo il quale alcuni smartphone lanciati prima di Honor V40, il primo dispositivo che l’azienda ha lanciato proprio di recente come marchio indipendente, potranno aggiornarsi e eseguire il sistema operativo auto-prodotto da Huawei, ovvero HarmonyOS.


La lista degli smartphone compatibili comprenderebbe anche quelli delle serie Honor 30, Honor V30, Honor 20 e Honor V20. E non solo: potrebbero ricevere l’aggiornamento a HarmonyOS anche quegli smartphone alimentati dal SoC Kirin 810 o Kirin 820.

Stando a quanto riferito dalla fonte, inoltre, Honor inizierà a rendere disponibile l’aggiornamento nel mese di giugno per i primi  dispositivi, per poi proseguire in modo graduale con gli altri modelli. Molto probabilmente, i primi smartphone Honor che riceveranno l’aggiornamento a HarmonyOS sono quelli che hanno già ricevuto l’update a Magic UI 4.0.

HarmonyOS usa meno RAM e memoria rispetto a EMUI 11

A proposito di HarmonyOS, un noto leaker molto attivo su Weibo, @Changan Digital King, ha condiviso sul Social la sua esperienza dopo aver installato la versione Beta di HarmonyOS su un HUAWEI Mate X2, mostrando dei risultati molto positivi dal punto di vista della gestione della memoria.

Prima di installare il sistema operativo proprietario di Huawei, la memoria utilizzata dal sistema era di 128 GB su 256 GB disponibili, con un utilizzo medio della RAM di 4,83 GB sugli 8 GB disponibili. Ciò significa che la RAM disponibile era di circa 2,44 GB.

La situazione cambia con HarmonyOS 2.0. La memoria utilizzata dallo smartphone si è ridotta a 176,22 GB (contro i 182 GB di EMUI 11) su 256 GB disponibili, e l’utilizzo medio della RAM è di 4,23 GB sugli 8 GB disponibili.

Accordi con Qualcomm e altre aziende per l’utilizzo di HarmonyOS

Infine, sempre da Weibo giungono alcune indiscrezioni sui piani futuri di Huawei, che sembrano coinvolgere Qualcomm per la produzione di chipset da destinare ai futuri smartphone alimentati da HarmonyOS.


Con qualche probabilità, dunque, sui prossimi smartphone di casa Huawei non vedremo solamente tecnologie proprietarie, ma alcuni modelli si affideranno anche alle piattaforme realizzate da MediaTek e da Qualcomm.

Al momento, tuttavia, Huawei fa ancora parte della blacklist degli Stati Uniti, per cui non può ancora acquistare e utilizzare i prodotti che sono stati realizzati impiegando tecnologie statunitensi. Dall’altra parte, però, trattandosi HarmonyOS di un ecosistema open source, i produttori di smartphone di terze parti potrebbero scegliere di adottare questo sistema operativo sui dispositivi che supportano i processori Qualcomm e MediaTek.

Anzi, a dire il vero, stando a alcune indiscrezioni, alcuni produttori di smartphone starebbero addirittura già contattando Huawei per chiedere l’autorizzazione per utilizzare HarmonyOS sui propri dispositivi, chiudendo così le porte ad Android. Probabilmente, il sistema operativo proprietario di Huawei diventerà in futuro molto popolare soprattutto sugli smartphone cinesi.

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