Google Stadia, è l’inizio della fine: si interrompe il sogno del game streaming?

L’esperienza di Google Stadia sta per volgere al termine: sebbene l’azienda negherà anche di fronte all’evidenza, è chiaro che gli annunci di ieri segnano l’inizio della fine per la piattaforma di game streaming: una tecnologia ancora troppo elitaria, ma non è stato certamente quello l’unico e principale problema.

La chiusura dei team interni di Google Stadia rappresenta la più clamorosa delle rinunce, visto che proprio su quel fronte l’ecosistema evidenziava le sue mancanze più grosse: se non esistono produzioni esclusive, perché qualcuno dovrebbe preferire il cloud gaming a un sistema da gioco tradizionale?

La parentesi Cyberpunk 2077 e le offerte sempre più ghiotte per l’acquisto della Premier Edition non sono state sufficienti a tamponare la mancanza di basi solide, di una visione che a oltre un anno dal lancio appare ancora confusa e nebulosa.

Ci era stato promesso un sistema rivoluzionario, con la possibilità di guardare i nostri streamer preferiti e cliccare un tasto nel browser per poter giocare anche noi lo stesso titolo, salvo poi rivelare una politica dei prezzi perfettamente identica alle altre piattaforme.

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Dunque sì, su Google Stadia è possibile lanciarsi all’interno di un qualsiasi gioco in pochi attimi, senza download e tempi di attesa, ma prima lo si deve acquistare. A parità di cifre, onestamente, chi è che comprerebbe un titolo per Google Stadia anziché per PC o console?

L’obiettivo era dunque quello di coinvolgere chi non possiede altri sistemi da gioco proprio sulla base di un’accessibilità così immediata. Il problema è che parliamo di un target striminzito: oltre a possedere una connessione a internet eccellente, questi ipotetici utenti senza alcun interesse verso i videogame (non possedendo PC o console) avrebbe poi dovuto investire 70 euro per la possibilità di giocare in streaming con un particolare titolo.

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Si torna dunque alla questione iniziale: il fatto di aver presentato e lanciato una piattaforma senza esclusive, ma soprattutto di aver organizzato eventi per annunciare titoli già disponibili ovunque, che non avrebbero spostato di una virgola le percentuali di gradimento di Google Stadia e la sua base installata, se così possiamo definirla.

Consapevoli delle risorse pressoché infinite di Google, eravamo convinti che Stadia si stesse cimentando con una maratona: imporre un’idea di game streaming che sul lungo periodo si sarebbe rivelata moderna e vincente, quando anche Sony e Microsoft avrebbero optato per lo stesso approccio.

Solo che quella eventualità si è allontanata, e contestualmente è finita anche la pazienza di chi stava finanziando questa operazione, a quanto pare. Voi che ne pensate? Stadia ha mai avuto davvero qualche possibilità? Quali sono i problemi più evidenti della piattaforma Google? Parliamone.

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