DeepNostalgia: MyHeritage riporta in vita il passato

MyHeritage ha pubblicato un servizio online che, facendo leva sulla “nostalgia”, con ogni probabilità raccoglierà rapidamente la curiosità e gli upload di milioni di utenti: il progetto si chiama DeepNostalgia e promette di dar vita ad una fotografia, riportando potenzialmente in vita un momento passato e dando la percezione che persone scomparse possano essere nuovamente tra noi.

Alcune persone adorano la funzionalità Deep Nostalgia e la considerano magica, mentre altri la trovano inquietante e non la apprezzano. In effetti, i risultati possono essere discutibili ed è difficile rimanere indifferenti a questa tecnologia. Ti invitiamo a creare video utilizzando questa funzionalità e condividerli sui social media per vedere cosa ne pensano i tuoi amici e familiari. Questa funzionalità è pensata per un uso nostalgico, cioè per riportare in vita i propri amati antenati. I nostri video di modello non includono parlato per prevenire abusi, come la creazione di video “deep fake” di persone viventi. Utilizza questa funzione sulle tue foto storiche e non su foto di persone in vita senza il loro permesso.

Inevitabilmente la nostalgia sposa in questo progetto tanto la curiosità, quanto un certo senso di angoscia. Le foto rianimate, ancor più se su persone scomparse, genera infatti un mix di vibrazioni non sempre completamente positivo: il dolceamaro della nostalgia viene esasperato dall’impatto con video ad altissimo potenziale emotivo.

DeepNostalgia

DeepNostalgia è basato sulla tecnologia dell’israeliana D-ID ed opera con uno schema predefinito: analizza un volto e lo fa muovere in modo estremamente naturale, portando le pupille in rotazione e creando alcuni secondi di verosimile animazione. Una sorta di deepfake basato su principi differenti, senza alcuna voce proprio per evitare i pericoli propri dei deepfake, ma che in abbinamento alle immagini di persone decedute potrebbe comunque creare situazioni di non facile interpretazione.

Nell’esempio che segue abbiamo applicato il servizio su un vecchio scatto fotografico di Pablo Picasso. Questo il risultato:

La resa grafica risulta migliore su vecchie fotografie in bianco e nero con uno sfondo uniforme, elementi che semplificano l’azione degli algoritmi nella resa del dinamismo facciale e nella gestione dei bordi. Per effettuare il test è sufficiente accedere al servizio qui e caricare la propria foto dopo aver effettuato il login. Il risultato è perfetto? In molti casi non lo è. Il risultato è impressionante? Nella maggior parte dei casi lo è.

La sensazione è che in molti casi possa però trattarsi di un risultato pericoloso, soprattutto agli occhi di persone fragili che hanno sofferto lutti mai sufficientemente elaborati. Un servizio, dunque, da gestire con cautela. Al tempo stesso, servizi di questo tipo lasciano ben intendere quale sia il potenziale del deep-fake e quale possa essere l’impatto dell’Intelligenza Artificiale quando applicata in particolari contesti ad alto impatto emotivo.

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