Ci sono nuovi indizi sul SoC “Whitechapel” di Google Pixel 6

Google Pixel 6, con particolare riferimento alla chiacchierata Mobile Platform proprietaria “Whitechapel” della casa di Mountain View, torna a far parlare di sé ancora una volta, grazie a nuovi indizi promettenti appena emersi.

Se avete seguito le indiscrezioni che da mesi ci stanno accompagnando fino al debutto di Google Pixel 6, sapete bene che si sta parlando dell’utilizzo di un SoC Made by Google identificato con il nome in codice “Whitechapel“. A questo proposito, il mese scorso avevamo fatto il punto della situazione, provando ad abbozzarne un primo identikit.


Qualche giorno fa un ingegnere di Google ha inavvertitamente fornito una prima importante conferma su questo cambiamento potenzialmente svoltante in preparazione per i nuovi Pixel: un Googler ha lasciato online un commento che costituisce la prima prova pubblica dell’esistenza del SoC di Big G.

In una modifica del codice Android Open Source Project (AOSP), un team di ingegneri di Google stava provando ad aggiornare la policy SELinux dell’app OsloFeedback, che si occupa delle gesture del radar Soli sulla serie Google Pixel 4. Per la generalità degli utenti, la modifica di codice in questione non è di per sé interessante, tuttavia nei commenti uno degli ingegneri ha risposto con un link che rimanda alla repository del codice sorgente interno di Google, aggiungendo “You don’t need coredomain to use binder_use. This one lives fine on P21“. “P21” può essere letto come un riferimento al “Pixel 2021“, Google Pixel 6 appunto (visto che Google Pixel 5a dovrebbe montare un SoC già noto).

google pixel 6 soc whitechapel

Per quanto il suddetto link non sia accessibile, è l’URL in sé ad essere interessante:

https://source.corp.google.com/android/device/google/gs101-sepolicy/whitechapel/vendor/google/twoshay.te;l=9?q=%22binder_use(%22%20p:android$%20f:gs101-sepolicy

Come detto, infatti, “Whitechapel” è il codename del SoC di Google riportato da precedenti indiscrezioni, mentre “GS101”, anch’esso già emerso in precedenza, è verosimilmente un riferimento al primo chipset della serie “Google Silicon“.


Non è la prima volta che un dettaglio importante su un nuovo Pixel viene scovato nell’AOSP, era già accaduto ai tempi dei Pixel 4 e del display a 90 Hz. Questa volta, purtroppo, non ci sono dettagli tecnici, ma la conferma è già significativa.

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