Anche Google Pixel 6 sarà sprovvisto di caricabatterie, purtroppo

Anche Google si allinea ai grandi marchi che hanno salutato la presenza del caricabatterie nella scatola di vendita dei propri smartphone e annuncia che anche i prossimi Pixel 6 ne saranno sprovvisti. Il nuovo Google Pixel 5a sarà quindi l’ultimo smartphone di Big G ad avere il caricabatterie incluso. Come per Apple e Samsung anche in questo caso la decisione viene giustificata in vari modi, ovvero la presenza in praticamente tutte le case di almeno un caricabatterie USB-C.

Ovviamente non è soltanto questa la motivazione dietro tale scelta, visto che è scontato dire che anche la gestione dei costi di produzione e logistica giocano un ruolo fondamentale sulla decisione. Oltre a ciò bisogna anche dire che un’altra buona ragione per l’abbandono del caricabatterie fornito nella scatola di vendita la possiamo trovare nella questione ambientale, che è sempre più importante e che finalmente molte delle grandi aziende (tech e non) pongono un occhio di riguardo alle emissioni e al controllo dei rifiuti.

Google Pixel 6

Con i protocolli di ricarica universali come il Power Delivery via USB-C effettivamente si sente sempre meno il bisogno di avere un caricabatterie incorporato anche nella scatola di Google Pixel 6, anche se c’è il rischio che le emissioni dovute alla produzione e alla messa in commercio dei caricatori venga semplicemente condiviso tra più aziende specializzate del settore, visto che è lecito aspettarsi che gli acquirenti abbiano bisogno di più di un caricabatterie se vogliono caricare più dispositivi contemporaneamente.

Di una cosa possiamo stare certi: con l’esempio portato avanti da Samsung, Google ed Apple, anche le aziende meno conosciute o con volumi di vendita inferiori si sentiranno legittimate a fare lo stesso senza patemi dati da una ricezione negativa della mossa dal pubblico, quindi aspettiamoci di vedere lo stesso comportamento sempre più spesso. È possibile però che aziende che puntano molto sulla velocità di ricarica dei propri smartphone e che hanno sviluppato dei protocolli ad-hoc e proprietari come Oppo, OnePlus e Xiaomi, continuino ad offrire il caricabatterie, che è di fatto parte del pacchetto di feature disponibili all’utente, il quale non sarebbe in grado di accedervi con caricatori di altri marchi.

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