Amazon ha rimosso seicento rivenditori cinesi per recensioni false

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Continua la battaglia di Amazon per rimuovere dal marketplace tutti i rivenditori che mettono in atto pratiche commerciali scorrette, nella fattispecie si parla di recensioni false e ben seicento sono cinesi.

Ricorderete sicuramente lo scossone arrivato nei mesi scorsi, quando Amazon aveva sospeso diversi brand cinesi di spicco tra cui Aukey e Mpow per recensioni fasulle – vere e proprie compravendite di recensioni – arrivando poi a bannarli completamente.

Ebbene adesso il colosso dello shopping online non solo ha confermato quanto accaduto, ma ha anche tratteggiato il quadro di una situazione molto più estesa di quanto si fosse pensato. Stando agli ultimi report, negli ultimi cinque mesi Amazon avrebbe chiuso un totale di tremila account di rivenditori in rappresentanza di circa seicento diversi brand cinesi trovati in violazione delle policy di Amazon, con particolare riferimento a quelle riguardanti le recensioni pagate.

Molti di questi brand avevano ormai preso l’abitudine di offrirsi di pagare i clienti per lasciare delle recensioni positive o per rimuovere quelle negative. In tantissimi casi i clienti, a prescindere dall’articolo ordinato, trovavano nella confezione di vendita una card che li invitava a lasciare una recensione positiva in cambio di un rimborso o di una gift card. In altre circostanze, si riporta, i rivenditori cercavano di mettersi in contatto direttamente con gli acquirenti autori di recensioni negative chiedendo loro di rimuoverle in cambio di un rimborso o di un nuovo prodotto.

Tutte queste pratiche sono in contrasto con regole che Amazon adotta fin dal 2016, ma che di recente la compagnia di Jeff Bezos ha deciso di rafforzare.

Stando a quanto riferisce il “South China Morning Post“, «pratiche commerciali discutibili come pagare i clienti per ottenere recensioni positive spesso vengono non vengono controllate sulle piattaforme e-commerce cinesi». Questo modus operandi potrebbe in parte contribuire a spiegare, ma certamente non a giustificare, l’adozione di pratiche analoghe anche rispetto all’utenza di Amazon.

Nel frattempo pare che molti di questi brand bannati definitivamente da Amazon stiano cercando di rifarsi incrementando la propria presenza su altri marketplace internazionali, tra cui anche eBay e AliExpress.

Amazon, dal canto suo, ha confermato a “The Verge” di avere tutte le intenzioni di continuare a migliorare il rilevamento di pratiche abusive e di prendere provvedimenti contro i trasgressori, inclusi quelli che violano le policy in materia di recensioni. Insomma, non sarebbe sorprendente vedere un’altra ondata di sospensioni e ban nei mesi a venire.

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